Sono una maschera di cera.
Labbra di vetro soffiato e ciglia di plastica.
Occhi coperti sempre
da colate di sunglasses
e sguardi in altre direzioni.
No, non fisso mai negli
occhi, a me da fastidio
se gli altri.
Fissano i drinks
per ore, per ora
è ok, non ho ancora
nulla da dire. Di nascosto
dietro il fumo spesso
di uno di quei tabacchi girati,
che non fanno pensare a te
ma al tabacco girato che fumi
scandisco le parole
lento.
Siete un branco di medocri
ma tu
mi manchi.
Ma il fumo mangia le parole
e le dimentico,
sopra sotto accanto
volano via e
perse in tutte le direzioni
non trovo
più il senso di nulla.
Ma precipito,
sì precipito come
il branco di mediocri
precipita
ma percepisco,
una tecnica impeccable.
Come se non fosse questa
la prima volta.


