False le nubi storte nel cielo,
il sole codardo sanguina solo.
Tempesta idiota e sbronza
di un Aprile vuoto e stronzo
si atteggia da protagonista
sul palcoscenico vuoto.
Piove fino,
fino all’orlo
di un vetro annacquando il vino
che di per se faceva schifo,
ma per brasare questo nulla
è rispettabile invitato. Impunito.
Il rotolare invano e catodico
sul divano, ha un che di metodico.
Marziale, sincornico e contemporaneo.
Sbirciare la luna di straforo
tra le finzioni nubereccie
è invece dello strampalato, stralunato.
E quindi in mezzo,
nel mezzo di tempesta e sole emorragico
tra il borghese ed il tragico,
nel mezzo di un mazzo tra jack e re
aspettandoTi, donna di fiori,
tra un sushi neorealista, una pizza, ed il concerto jazz.
E nel bel mezzo della jam,
fumo la pipa sul terrazzo.
perchè a me Coltrane,
non piace tanto.
