Rabbia rubiconda
e resti ritrovati di nebbia
accartocciati in fondo al cuore,
lì, dove tieni il triste
ed il tragico.
Sedimenti come sabbia.
Rinvigorisci la violenza
non la tenuità torbida
della tua zoppa andatura.
Affila il tuo odio
sarcastico, ed esplodi cinico
di violenza al plastico.
Spezzare la catena nucleare
di atomi emozionali
a colpi di cristalleria di Boemia
e sorsi di Ferrari.
Su strusciamo, balliamo,
amiamo di animale
e colpiamo di bacino,
a ripetizione cannone
e mitragliatore.
E poi al mattino,
bruci nelle fiamme
della mia tristezza.

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