REM


Ci deve essere un problema. Uno di quei problemi che alla sera non ti fa addormentare. O meglio, ti distrugge dalla noia della ricerca di una soluzione attendibile, e quindi ti lascia inerme davanti alla mannaia di Morfeo. Tempo fa mi trovavo seduto in un’aula studio. una di quelle aule universitarie in cui senti i germi attaccare ad ogni respiro del marasma intorno. Un marasma silenzioso ed omicida, per intenderci. Risveglio molto precoce, preceduto da un addormentamento lento e travagliato. sonno buono nel complesso e riposante. Ed ora espongo il problema, il disagio.

Mi trovavo intento nel leggere il testo di un esame non particolarmente affascinante, quando sentii un forte gusto di ruggine in bocca, il respito mi si accorciò, pagliuzze bianche a coprire la vista periferica e. . . il tempo si era fermato. Impossibile muovermi, impossibile respirare, tutto era “frozen”, come quei cocktail da adolescente depilato in discoteca. Mi sembrava di assistere ad un opera muta, statica, dalla mia poltroncina in platea a teatro. Solo la scena è visibile perchè gli spettatori sono immersi in una colata di buio ossidiana liquida. Gli attori, in quel fotogramma di esistenza, erano principalemnte 3: le due bionde ed il castano. Detto Ippo dagli amici (scoprii in seguito) data la sua capigliatura detta “a castagna”. tutti gli altri personagggi erano fuori fuoco, la scenografia anche. La prima bionda era una sedicente modella dell’est europeo. Ma nel suo avvenente aspetto, celava qualcosa di strano, Watson. In questo attimo fuori dalla realtà, mi fermai ad osservarla nei particolari. Gli occhi blu erano leggermente iniettati di sangue. Le labbra, che dovrebbero risaltare su una pelle tanto bianca, erano di un rosa pallido evanescente. Sulla mano inanellata si diramava come radice aliena, una vena rigonfia bluastra, livida intorno. Risalii il braccio nudo e notai un piccolo ematoma proprio dove il braccio si piega. Uno solo, niente eroina ovviamente. Ma alla poveretta era collassata la vena fino alla mano. Probabilmente un esame del sangue fatto male. invisibile nel tempo. Questo poteva spiegare i continui massaggi alla spalla di prima, elementare. . . Watson. Nella solitudine non hai oltro occhio giudice oltre a te stesso, ed è veramente brutta la situazione, se ti trovi solo con te stesso, senza poter fare nulla per fare tacere il tuo io. Per questo Holmes aveva un compare più stupido.

Passai ad esaminare la coprotagonista della cartolina. Decisamente inferiore dal punto di vista scenico e visivo alla prima, ma molto più entusiasmante il quadro clinico. Avevo notato una certa irritabilità della ragazza ai disturbi esterni, prima dello stop. Nell’immagine si capiva facilmente che si stava toccando l’orecchio destro, accartocciandolo su se stesso, come se stesse cercando di nasconderlo dentro se stesso. L’implosione auricolare. Il padiglione era rosso eritema, l’altro nascosto dalla testa lievemente girata. Occhi leggermente fuori dalle orbite, sporgenti. Sarebbe un elemento innocuo se soltanto l’ipotiroidismo non fosse “la malattia autoimmune” che mancava alla tabella per diagnosticare la malattia di Raynoud. Niente di grave. Mi fece solo sorridere, almeno mentalmente, il fatto che uno dei fattori scatenanti della malattia fosse “l‘uso di strumenti a vibrazione ad elevata o bassa frequenza“.

Il terzo, l’antagonista misogino della commedia, ero io. Svelata la suspance letteraria del momento, mi stavo vedendo come in un coma dissociativo sine tempo. Oppure in un viaggio con lo spirito del Natale presente, senza spirito. E senza Natale. Totalmente immobile, ma con gli occhi completamente in “Rapid Movement“.

Sempre più veloci, scattanti, fulminanti. E tutto il resto, palcidamente ed inerzialmente, statico ed immobile.

In un istante tutto riprese movimento, io sparii nel movimento del mondo. Gli occhi placidi si soffermavano cadenzati sulle bionde, trovandole mediocri. Seppur belle. E forse vi chiederte, quale fosse il problema, dato che il viaggio non ha avuto conseguenze.

Il problema sta nel fatto che il libro che stavo leggendo, non era di angiologia. “Diritto Commericale Ed. Compatta”. 500pagine di compattezza.

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