Time is Mine #1

Sono un dj ed è giovedì. Essendo questo il giorno della settimana, stasera non suonerò. Stasera, come tutti i giovedì, starò a casa, scaricherò mp3 scrivendo “singoli house”, scoprirò nuovi djs producers, diversi da me nell’essere djs, e domani mattina sarò davanti a ”L’Emporio del vinile” a comprare i dischi vinilici per la sera stessa e quella dopo.

Finirò di scaricare e ascoltare singoli verso mezzanotte. Dopo mezzanotte, per circa un’ora guarderò una puntata dei Griffin registrata e mi laverò i denti. I djs devono avere i denti belli bianchi, così i neon neri della disco, li fanno diventare fluorescenti.

Finita la sbiancatura al bicarbonato dello smalto mi corico all’una e undici. Ore: 1.11. Fino a qui è filato tutto liscio.

Mi infilo tra le coperte, guardo l’ora. Scatta il momento del sonno. Ma stanotte mi sembra diverso, mi sento lievemente più stanco, le coperte più pesanti, impercettibilmente più pesanti. E fuori il campanile batte le due. Due violenti dilanianti rintocchi nel silenzio della notte. Erano dieci anni, dieci cazzo di anni che non sbagliavo l’ora in cui addormentarmi. Di conseguenza l’ora di risveglio e umore del giorno dopo. Guardo nuovamente l’orologio. Quel figlio di troia è fermo da ieri sera, quando l’ho investito nella corsa diretta a letto. Stavano per scattare le “e 12”, non potevo permettermelo.

E domani mattina cosa succederà? E se non mi sveglierò più alle 9 e 15? Non avrò il tempo materiale per comprare i vinili, quindi serata uguale alla scorsa settimana, noia del pubblico e conseguente licenziamento, esaurirò i soldi, comincerò a fumare nazionali senza filro, tavernello, abiti sudici, dormitori. . . Mi sveglio fradicio di sudore da incubo, e guardo l’orologio. Ore:1.11. Posso ancora pregare che tutto sia nella normalità. Rompo il bozzolo-letto, mi infilo le ciabatte e guardo l’ora sul telefono. In alto a destra in piccolo vibra il numero 1006. Mi frego gli occhi ancora annebbiati dal sonno. Mai successo di avere occhi annebbiati al mattino, Ore: 10.06. Cazzo devo fare in fretta, devo recuperare il tempo perduto. Corro in cucina, prendo due biscotti, invece che tre, un bicchiere di succo invece che di the, e mangio mentre tiro fuori vestiti per la giornata-serata. Imbianco lo spazzolino di dentifricio e bicarbonato. Rovescio il bicarbonato sulle piastrelle-blu-di-metilene, mi sporco le dita di dentifricio e conseguentemente le mutande mentre-cerco-di-infilarle. Non mi pettino e mi metto il deodorante sulle ascelle non lavate, macchiando la maglietta Pulp di quell’alone fastidioso. Esco. Rientro perché ho dimenticato le chiavi della macchina e riesco. Entro ancora perché ho dimenticato la lista dei “singoli house” e la maglietta di ricambio per la serata. Esco, mi siedo in macchina e metto in moto. Ore 10:28. Ancora quattro minuti di ritardo e sono tremendamente nervoso. Mi accendo la prima sigaretta con 3 ore e mezza di anticipo, e mi fa girare la testa. Nausea e bruciore di gola.

 

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3 risposte a “Time is Mine #1

  1. Ah ecco chi cazzo era quel Dj.
    Non riuscivo bene a CONTESTualizzare.

  2. IN gRADIni mOlto ViciNi TOrno sempre più spedito. OVVIAMENTE

  3. COn La LIbidine che sGorga E NOn VuolE fermarSI.

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