Time is Mine #7


Mi sveglio in una mattina senza tempo. Sono immerso nella più profonda parte del mio intimo. Posso palpare come un eterno presente intorno a me. Eventi in azoto liquido. Da quanto mi ricordo è andata benissimo con Emily, ma non ho avuto tempo di chiederle nulla. Mi sono addormentato appena finito. Siamo andati avanti forse un’ora. Fumato, bevuto e sono andato a rivivere la stessa scopata con Morfeo. Dovrei guardare l’ora ma non me ne frega un cazzo. Mi sembra di poter vivere senza il tempo, con questa nuova ragazza. Che non c’è. Sento l’odore di caffè e pane tostato. Mi alzo chiamandola. Mi dirigo verso la cucina, senza sapere esattamente dove si trovi. Una giornata passata nella casa e ho visitato solo l’ingresso. Sul tavolo è apparecchiato per uno, il caffè è appena uscito. La tostiera sputa il pane. Prendo il pane, verso il caffè e mi siedo. sul tavolo il numero della segreteria telefonica a cassetta indica 2. Premo il triangolo. Penso che sia Emily che mi chiarisce la sua posizione su di noi, mi dice che posso stare da lei quanto vorrò. . .

Buongiorno David, questa sarà la nostra ultima conversazione” -Mi sento sanguinare l’anima “nel momento in cui il timer del toast ti ha svegliato” -Mi sono alzato prima “è stata chiamata un’ambulanza per cercare di salvare il mio corpo da un overdose di Propofol endovena mischiato a cannabinolo e alcolici, mi sono suicidata.” -Ma perchè? Dopo tutti quei discorsi. . . “Non ero depressa, non era colpita da Lethra più di quanto non lo sia tu. La mia morte ha un duplice significato. Il primo è spiegarti che, se l’80% dei suicidi è causato da un neurotrasmettitore, madre natura che esegue un raschiamento su se stessa, io faccio parte del restante 20. Siamo i feti a cui l’utero sta stretto, vorremo respirare col naso e non potendo, ci strangoliamo col cordone ombelicale. A noi la vita fa semplicemente schifo.” -La bambola vodoo della mia anima è stata crocifissa e ricoperta di acido cloridrico. “Il secondo è farti capire cosa sia il dolore, quanto faccia male sentire il proprio ego strappato. L’emorragia invisibile. Non perchè questo sia importante in sè, o sia alla base della natura umana. Ma per farti comprendere meglio i bisogni dei tuoi prossimi clienti, mio caro neoeletto presidente della Lethra” Ride. “Nel secondo messaggio troverai le indicazioni di tutto.” -Sono la bambola vodoo della mia anima. Il burattino di legno nella bocca di Mangiafuoco. Perchè la fata turchina a messo al mondo me? “Perchè tu? E’ l’equilibrio che la natura si sforza di mantenere che ti ha portato da me. Tagliandomi la strada hai evitato che mi andassi a schiantare contro il muro, mio piccolo angelo custode. La natura ha voluto preservare la presenza della Lethra, siamo lo strumento di evoluzione forzata della specie. Non possiamo scegliere sembra.” Mi sento un burattino manovrato dalla fata turchina, manovrata dall’autoperfezionamento, manovrato dall’equilibrio, manovrato dall’ evoluzione della specie. Il tentativo di essere in cima alla catena alimentare. Coniglio-Falco-Falconiere e poi su nella scalata verso il fondo. “Buonafortuna David, e la prossima volta usa il preservativo.”. Il messaggio si interrompe. La voce della segreteria telefonica annuncia lontana il secondo messaggio. E’ la voce del Notaio che mi elenca in ordine i cespiti patrimoniali mobili, immobili, finanziari. Partecipazioni, onoreficienze, valori. Oggi pomeriggio devo andare a sottoscrivere l’accettazione. Mi sento un piccolo schiavo multimilionario eletto a messia dal precedente. Penso che dovrei rifarmi ad una figura illustre che mi ha preceduto. Bhudda? distaccato. Confucio? Vecchio e perbenista. Maometto? Non può andare bene in questo momento. Gesù Cristo? Beh, Cristo è come vorrei che fosse una donna. Ha un fisico asciutto e tonico, mai visto una crociffisione in ci non stia bene. E’ sofferente. Non ha mai fatto sesso, mai scoreggiato o ruttato. Non ha mai vomitato, neppure dopo aver trasformato litri e litri d’acqua in vino. Barba e capelli di moda nei ’60. Morrison. Il culto estetico del Messia. Prendo le chiavi di una Mercedes Sl500 del ’54. Dono di un dirigente General Motors suicidatosi per un piccolo disappunto fiscale. Parto, accendo una sigaretta e vado in ospedale a identificare il cadavere. La morte sarebbe un soffio di aria fresca su ustioni di terzo grado sul 70% del corpo. Ma il lethra non mi colpisce. Sono il presidente.

Emily diceva che i cadaveri sembrano corpi caduti dal cielo. sono appiattiti sul lettino, per terra, sul parabrezza di una macchina. I muscoli sono così permissivi che i cadaveri sembrano angeli caduti. Pallidi, perchè vivevano al di sopra del sole. Fuck the pain away, urla l’autoradio mentre corro in ospedale. Quello che Emily non mi aveva detto dei morti e che si gonfiano se li lasci sul divano degli alcolici per più di tre giorni. Puzzano, marciscono.

Non mi aveva detto che il denaro lava via il passato ed il presente. Ma che la paura rimane sempre, il burattinaio ti fa mettere da parte le molliche comunque, briciole di ansia e tremori, per il futuro.

Ore:11.45. fra 10minuti ho il mio prossimo appuntamento, ma se vuole possiamo fissare la data subito. Che ne dice di domani alle 17?

Sempre di più, sempre più in basso.

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