Normalizzare

Vorrei che fosse sabato.

Un maggio sbronzo, meno arrogante e sfatto.

Mi sfiora il desiderio di tornare,

con le penne spezzate a cercare di scrivere, quel nulla di bambino.

Pennarelli al sole e grida lontane.

Una lacrima ed un sorriso in più,

Nessun tremore da stress, nessuna tosse nervosa,

Odore di nicotina.

Molto meno, più inafferrabile, come le nuvole di Dio,

la Luna di formaggio, i fiori delle fate.

Il cadavere putrescente di Babbo Natale è cosparso di benzina, dagli fuoco basta un cerino.

C’è odore di grafite sulle mie mani,

la paura di cammianre assopita tra le labbra.

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