Scalini

Non sono valori. Sono semplicemente stili di vita differenti. Tutti stasera festeggiano. Lo faccio anch’io, ma è uno stile di vita. Gli altri sono usciti con la camicia bella, i pantaloni puliti, il profumo giusto e la voglia di scopare.
Mi sono infilato una maglietta, dei pantaloni decentemente puliti, scarpe. Sono andato ad un cinema . I sedili erano così scomodi che mi è venuto un fottuto male alla schiena ed un principio di colite. Torno a casa e saluto la mia ragazza assonnata. Il mondo penetra in un locale cui l’entrata è a pagamento, l’alcol è gratis. Si ubriacheranno tutti perché non sono capaci di approcciare l’uno con l’altro senza biascicare, avere l’alito puzzolente e non sarebbero nemmeno capaci di abbracciarsi, due sconosciuti, se non si avvicinassero prima barcollando. Balleranno musica di qualità, senza accorgersi che il tizio dietro il vetro della console, ha appena fatto un cambio con due vinili sotto le mani ed una benda sugli occhi. Bevono, ballano, si prendono a pugni. Per fermare la colite prendo un bicchiere di bicarbonato all’arancia per evitare che mi venga acidità. Ci sciolgo 15 gocce di lexotan per essere sicuro di dormire e non pensare troppo al fatto che sono me ne frega un cazzo di quello che fanno gli altri. C’è chi li chiama valori, i termini di paragone con cui valutare le azioni. Non esistono. Tutti noi in fin dei conti, troviamo qualcosa per scappare, dalla merda iridescente che ci sta intorno. Io vado a letto ansiolizzato con uno stomaco gonfio di fermentazione, gli altri bevono drink caramellosi per farsi vedere. Ma non lo scrivono.”

 Colorando le mie giornate in toni di ambra, la malinconia scrivo pagine di diari oniriche come queste. Il vuoto riempie gli spazi e mette gli accenti. Virgole e punti dai flussi di coscienza. Ma mi presento, è doveroso. Uno studente del liceo, ultimo anno. Una ragazza, due genitori che lavorano, una nonna vedova ed indigente per casa, un sogno sotto letto pronto per esser pubblicato. Vado in una scuola privata con delle eccezioni alla regola: non pago la retta perché offerta dall’istituto a ragazzi “promettenti” ma senza un soldo. I libri in prestito d’uso. Nessuna griffe sulle magliette ed una capigliatura da “emo” perché non mi interessa in alcun modo pettinarmi. Fumo tabacco old osburne con cartine trasparenti glass.

A volte credo di essere la linea asintotica di me stesso. Mi chiedevano perché vestissi di scuro, il perché delle sigarette strane, i capelli. Li per li dissi che mi piacevano, ed era vero, ma la realtà superiore è diversa: sto recitando la parte di me stesso nell’opera davanti ad un milione di occhi giudicanti. Non paganti. Nel concretizzarlo mi viene una crisi di angoscia violenta che mi annebbia la vista. Prendo 2 xanax per alleviare il problema. L’analista mi ha consigliato di variare con i diversi tipi di ansiolitici. Più assuefazioni e dipendenze abbiamo meno tempo troviamo per farle diventare manie compulsive. Troppa consapevolezza gioca brutti scherzi alla mente. Fanculo vado a dormire”

 Il libro che custodisco è una sorta di continua oscillazione tra vita e sogno, amore e pianto, attraverso i flesh caleidoscopici di un diario ubriaco.

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8 risposte a “Scalini

  1. Anche a me è stato chiesto il perché di certi miei atteggiamenti o il motivo per cui non indossavo mai nulla che non fosse nero.
    La realtà è che non c’era un perché, solo non vedevo colori nel mondo e non è che ora le cose siano cambiate molto, a volte mi sento come se fossi la malacopia di me stessa: sgualcita e scritta male.
    Ma in fondo, in un modo o in un altro si deve andare avanti e io ho la fortuna che il mio futuro, qualsiasi sia, non può essere più spaventoso del mio passato 😉

  2. Questi scalini sono solo la proiezione di ciò che in realtà sono. Perchè io vivo nella paura, perchè abbastanza sensibile da accorgermi del male e delle contraddizioni del mondo, ma talmente fortunato da sentirmi precario, prevedendo la caduta.

  3. Io odio prevedere le mie cadute.
    A volte vorrei vivere io un po’ più nella paura, forse, in alcuni casi, eviterei errori grossolani che proprio la mancanza di paura mi fa fare, ma tanto… cosa vogliamo predentere da una malacopia? 😉

  4. Come inizia lunar park di ellis. “Sei la perfetta caricatura di te stesso”

  5. Sono anni che vorrei leggere Phalaniuk e Bukowsky, però ho paura di restare delusa: piacciono a troppi testosteronici amanti del devasto cerebrale gratuito, che si camuffano da intellettuali. Ed ergo non vorrei trovarli prevedibili. Come sono?

  6. Chissà che opinione si farebbe Nyaralatothep della tua visione degli altri…probabilmente nulla di concepibile 😉

  7. Flyover, beh, almeno in qualcosa potrei definirmi perfetta 😀

    Silvia, io Bukowsky l’ho letto, credo di averli letti quasi tutti i suoi libri.
    A me è piaciuto lo trovo interessante anche per capire certi aspetti della psicologia maschile che noi donne difficilmente comprendiamo appieno e che spesso anche per chi, un po’ come me, ha sempre avuto amicizie soprattutto maschili, rimangono sempre un po’ nascosti.
    Non so se si possa definire prevedibile Bukowsky, per me non lo è stato, però sai, i gusti son gusti, ciò che piace a me potrebbe risultare sgradevole a qualcun altro 🙂
    Phalaniuk invece mi manca 😦

  8. Dunque, partiamo dal principio sommo: mi sono appena svegliato e ho ridipinto la mia tastiera. Ergo non vedo le lettere e da sfigato quale sono faccio fatica a distinguere le p dalle o. e le m dalle n.

    @Maximilian
    Se vuoi sapere come l’avrebbe pensata nyarlathotep o sabaoth su qualsiasi argomento chiedi ad azatoth, lei conversa sempre con loro prima di andare a dormire 😉

    @Silvia
    Allora. Il vecchio charles l’ho letto per come scrive e per la cultura che ha rappresentato senza mai essere un intellettuale. Bei libri, ma non aspettarti cervellotiche elucubrazioni. Era un alcolista con un geniale senso di critica verso la società e l’uomo.

    Per phalaniuk le cose cambiano. Personalmente sono un po’ un suo fanboy;), mi ispiro al suo genere per scrivere e trovo gli appunti che òascia cadere nei suoi libri, caustici e pesanti come incutidini. insomma, lasciano il segno. “testosteronici amanti del devasto cerebrale gratuito, che si camuffano da intellettuali”————-> presente!:D Solo un appunto, il devaso cerebrale è ragionamento, e non credo sia mai gratuito, è sempre meglio non sapere, non capire.

    Se vuoi iniziare phalaniuk leggilo in ordine cronologico, se vuoi leggere bukowsky, leggi Pulp e poi continua se ti piace.

    @Azatoth
    Sei perfetta nell’essere te stessa e capirti, tanto dasaperti “esagerare”. Non è poco!

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