Paradisi di vetro


Ed il riflesso della realtà,

che provocatore si aggira

nell’angolo cieco della mia visuale,

risuona le certezza con goccia di paradosso.

Drink and Fuck

Vibrazioni nell’aria mi avvisano, sospiri

di una contraddizione.

Mi affido ad un angelo senz’ali

che mi crede demone con le sue.

Suffering and necessities,

Non sappiamo di ucciderci

nel donarci saliva e passato.

Non sappiamo di alimentare il cancro,

con il fumo delle parole a nessuno.

Forgotten eyes.

Cerco e trovo, in quegli oceani dimenticati, il dolore di un ricordo

a rallentatore

così lontano, da sembrar diapositiva, su un muro crollato.

[Photo di =Dejon from Deviantart. Ty]

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5 risposte a “Paradisi di vetro

  1. Bellissime le parole e bellissima la scelta della foto…

    Buon Weekend!! 🙂

  2. Altrettanto e grazie per l’attenzione, davvero.

  3. Prego 🙂
    Anche se in realtà sono io a dover ringraziare te per rendere pubblico ciò che scrivi 😉

  4. Suggerimento:
    http://www.galetto-art.blogspot.com

    Chi sei?
    sai rispondermi?
    o forse sei troppo concentrato a idealizzare il tuo essere piuttosto che vivere il tuo io?
    Tu spari, uccidi, violenti, stupri ogni parola al tuo fine… ma il fine giustifica sempre i mezzi?
    Ti domando: vivi in quello che scrivi? Piangi? Soffri quando voli con un demone? Gioisci quando uccidi e inganni le tue vittime?
    Ti sei mai chiesto chi tu sia veramente Bebo?
    Perchè qui, ho conosciuto solo un ego che non trova il proprio es.
    L’arte è respiro. Le tue poesia, i tuoi racconti respirano? respiri con loro quando li scrivi?

    segui il mio suggerimento, come io non ho seguito il tuo di smettere di sognare. Volo in alto sai? Più in alto di quanto tu possa pensare…
    Au revoir.

  5. Non so realmente se sto parlando con Galetto, o con una ragazza che scrive delle sue opere.
    I miei racconti li scrivo in apnea, non posso respirare perchè ciò che sono non è ciò che scrivo. Emana da me ma diventa immediatamente di altri, lo perdo per sempre.
    E’ un parto, la separazione definitiva, la recisione di un cordone ombelicale che mi smembra.
    Per me l’arte non è respiro, l’arte è la ricerca di un valore comune, una sensazione di perfetta comunicazione oltre alla terra che calpestiamo. Volo in alto e poi ricado, lasciando tracce nello scrivere. Ogni volta fa male, mi manca il fiato.
    Io odio il mio super e il mio istinto, perchè non sono miei, come invece è la proiezione del mio ego.
    Non sono io che stupro, uccido, scappo, ma è l’intera umanità, ed io sono travolto da tutto quanto. Tranne quando osservo, dall’alto e scrivo.

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