Rerise #3

E poi guardi in alto, con le ossa a pezzi, la vista annebbiata persa in un mondo evanescente. E solo nel freddo del nulla, pensi a quanto fosse meglio, quel suono di catastrofe.

 

Giriamo le carte. Asso di quadri e 10 di fiori che combattono contro una giovane coppia di Jack. Cuori e fiori. Le prime tre carte vengono girati quasi fossero un conto alla rovescia. Un pathos assoluto. 5, 7 e 9 di quadri. Inutili per tutti, Tranne per me e per il mio colore. Pausa, in questo momento la spada della sconfitta pende sulla mia testa con un filo in realtà abbastanza spesso.

Quarta carta. 4 di fiori. Il filo si assottiglia come le probabilità che esca un asso. A come in tutte le storie, sono le circostanze che contano. Il nostro agire è soltanto un bastoncino tra le onde del mare, Sospinte da un vento folle. Randomico. E come un falce la sconditta cala sul giovane. La quinta carta è un jack. Di quadri. Il suo tris contro il mio colore. La mano migliore contro la peggiore. Il giovane ed il vecchio, il vecchio ed il mare. Viene premiato il pescatore.

Veronica scoppia in lacrime. Il texano si stringe forte il mento. La vecchia signora si alza e lo abbraccia. La bambina sorride. “Ma che cazzo avete, ha perso una partita di poker a cui ha partecipato volontariamente! Sembra che questo ragazzo sia appena stato condannato all’iniezione letale!” Mi alzo e mi giro. “Fatela finita!” Dietro di me il silenzio. Sento i loro occhi puntati sulla schiena come piccoli puntatori laser. E solo ora capisco. Il lutto, il fumo e la voce rauca, la magrezza della donna, la solitudine della bambina, 19 anni senza un tratto da uomo. Cancro ai polmoni, Aids e libertà sessuale degli anni 80, incomprensione. Probabile malformazione all’ipotalamo, forse un tumore. Ed io? 89 anni e il primato come giocatore di poker professionista più anziano del mondo. Nessuno di questi è qua per scelta. Hanno tutti deciso di prendere una decisione. O ridare alla vita tutto d’un colpo tutto quello che ha dato, o ritornare ad un livello di galleggiamento non troppo emorragico.

Tranne me, tranne il povero vecchio. Io ho già perso tutto.

“Ragazzo questa mano l’hai vinta tu, avevi le carte migliori. E’ stata la fortuna a premiarmi”. Non è vero, è l’audacia che premia nel poker, devi scegliere il rischio, consapevole della tua debolezza. Guardo negli occhi uno ad uno questi morti che camminano, queste vittime della vita. Guardo il cielo “Non mi dovevate chiamare. Io non sono come voi. Io ho visto la possibilità di ogni cosa nel fituro, il flop della vita. Ho perso la speranza nel guardare per 90anni il presente. Ma adesso posso girarmi e vedere quante mani ho vinto. Posso pensare che forse qualcosa ho avuto. Nella consapevolezza di aver sanguinato per ogni successo” Prendo il piatto delle fiches e le sposto verso il ragazzino “Non hai ancora avuto il privilegio di guardarti indietro. E di piasciarti addosso” sorrido. Tutti mi guardano con commozione, il cow boy è fiero del mio coraggio. La donna vede in me suo padre, io me la scoperei se solo funzionassi ancora. Il ragazzo singhiozza “Grazie signore” emette flebile. Ha paura di dire una frase che mi faccia cambiare idea. Gli do una pacca sulla spalla senza guardare. Mi avvicino al parapetto e sento la camicia tirare. E’ la bambolina che mi trattinene. Sono un attimo sconvolto, per il bunjee senza elastico che sto per fare. “Avvicinati” dice sorridendo facendos egno con la mano. Mi da un bacio sulla guancia e mi gaurda senza sorridere. “Avresti perso comunque contro di me, sei solo la cristallizzazione di un epoca e dei suoi pensieri. Lascia tutto in mano a me” Mi giro e salgo sul parapetto. Aspettando la spinta di quella puttanella che non sanguina ancora.

 

Solo mentre stai morendo, nella lucidità di un attimo, ti accorgi che è meglio perdere tutte le mani. Che non giocarle mai.

Annunci

2 risposte a “Rerise #3

  1. Non finirò mai di scrivertelo: sei bravissimo!!
    L’ultima frase me la scriverei sulla porta di casa, per ricordarmi ogni giorno, prima di uscire di casa, che è meglio agire e sbagliare che non starsene fermi e non rischiare nulla 🙂
    Buon w.e.!! 🙂

  2. Ehi grazie mille aza! Devo scrivere ancora due racconti, poi uno che leghi tutti i protagonisti e poi comincia a partecipare a concorsi. . . 😛

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...