Me compreso #5 [Un viaggio altilenante tra il sado e le canottiere di cotone]

4° Periodo – Età adulta, consapevolezza e assoluzione

Una volta finito il liceo decisi di fermare la schiera di modelle efebiche che entravano ed uscivano da casa mia. Succhiandomi. Smisi anche di fumare erba per concedermi totalmente alla cocaina.

Tre anni fa mi sono iscritto alla facoltà di medicina, in cerca di una realtà a cui non sapevo dare un nome. Era una fase della mia vita ipercinetica, irrequieta e inappagata. Potevo avere tutto ciò che volevo. Sapevo come fare innamorare una donna, fare provare paiceri, prediletti inconsapevolmente. Tutto questo mi faceva sentire in qualche modo diverso, superiore, migliore. Solo.

Da solo in quelle serate in cui ero abbracciato da mille amici e amiche, metà dei quali volevano protarmi a letto, sia da una parte che dall’altra. Quella serata in cui il terzo negroni, la seconda volata in bagno, distrussero il mio mondo.

Il locale era buio, fumoso. La gente fumava, fumava troppo, succhiava via l’ossigeno dal mondo. Tutti succhiavano, cocaina sopra i tavoli, nei bagni, sperma sotto i tavoli, nei bagni. Impastando tutto con drink a base di gin e deodoranti per l’alito.

Entrai in uno stato di coscienza particolare, in cui i movimenti e il linguaggio del corpo si trasfromava in parole cantilenate. Tutti avevano qualcosa di più.

Ogni fottuto bisessuale in quella stanza disapprovava l’inconsapevolezza. Ogni fottuta puttana-modella-quasi-diciotto-tu? era stanca di guadagnarsi da vivere con ciò che è senza sforzi. Le sigarette bruciano in gola a tutti, dopo la sesta in una sera.

Ma tutti scivolavano amabilmente sulla superfice liscia delle cose. Surfando sull’apparenza, conficcando i denti nel nulla.

Non esisteva una massa da cui ero separato. L’individualità stessa è compromessa, non esiste un io, ma un grande gruppo di giudizio. Ci abbracciamo tutti in una massa di errori,difetti e qualche virtù. Le gerarchie sono solo il riflesso incondizionato dell’esigenza di un capo nel tempo. Dell’indolenza ciclica. Ma il fatto stesso che non esista un “leader of the pack” eterno, mi fa pensare a come Dio non sia stato capace di creare nulla di buono. Nulla che sappia dare alla vita un valore intrinseco.

Una realtà che mi faccia dire, ora nel momento in cui sto per morire per mano della gente a cui ho fatto davvero male “Beh sta per finire, ma ne è valsa la pena”. Se mi guardo indietro vedo un deserto di nulla in continua caduta. Una cascata di sabbia incandescente che si tuffa, sul finire, in un inferno in cui non vale la pena nè servire nè regnare.

Qui il tempo rimasto per raccontare sta per scadere.

Il telefono squilla, è D. Dice che stanno venendo a prendermi, dice che sono il topolino che corre in una prateria. In cielo c’è uno stormo di falchi maltesi che mi puntano. Non ho molto più tempo, mi consiglia di scappare dall’uscita della cucina. Dice che ci vediamo al confine con l’Olanda il 27 del mese prossimo. Dove sappiamo noi. In bocca al lupo.

Io e D. Abbiamo cominciato a spacciare cocaina tre anni fa. Io completamente disilluso dal mondo, lui avido e ignorante. Abbiamo cominciato con un’idea. Freebase per tutti quelli che possono permettersela, il lusso del lusso. L’anno dopo la nostra preziosissima e ricercatissima cocaina pura era diventata un taglio al 15% eroina. Per questo era ricercatissima. Di giorno conducevo una vita normale. I miei genitori pensavano che studiassi fuori, in realtà ero iscritto a medicina in città. Di notte giravamo tutti i locali della città. Entravamo regalando qualcosa al buttafuori. Uscivamo con 20 persone dipendenti dalla nostra merda. 20 figli di uomini ricchi. Tanto ricchi, tanti soldi. Grazie alle mie cradenziali e alle doti imprenditoriali di D. Costruimmo un traffico di droga da 4milioni al mese. Ma tutto questo mi faceva schifo. Non sopportavo l’odore dei tagli della coca, il puzzo acre dell’eroina scaldata. Non sopportavo l’idiozia delle persone, dei nostri clienti, di quelli che camminano sulla crosta del mondo senza chiedersi cosa c’è sopra e sotto. Quelli che vogliono solamente assaporare di più la poca merda che hanno intorno. Abbellire un appartamento di 30 metri quadrati potendo rischiare di cambaire casa e vivere in una villa in collina.

Per questo grazie alla mia idea e alle doti imprenditoriali di D. Nell’ultimo anno abbiamo quadruplicato gli incassi. Arrivando al 40% di eroina e 20% di amfetamine.

Volevo fare male, sezionare la vita dei mille burattini. Il sensato desiderio di scavare sotto la loro pelle, per fare loro capire che oltre sangue c’è un anima. Il nucleo caldo della terra. E cosa meglio dello stesso strumento di nulla, cosa meglio della loro tavola da surfisti del superfluo, per immergerli in un mare di vita.

L’assoluzione dell’apatia attraverso il dolore. Tagliandosi i polsi solo per federsi sanguinare.

Da una limo scendono 3 persone. Occhiali scuri, maglietta e giacca. E’ il momento di scappare, ho ucciso troppe persone. Troppe persone non hanno saputo fermarsi al momento giusto. Dalla cammianta pesante, dal continuo toccarsi sotto la giacca, direi che sono qua per uccidermi. Uno di loro si volta verso sinistra, muove il brccio come se stesse cercando di comunicare. Sono circondato. Scendo le scale velocemente mentre mi infilo una maglietta e una canottiera. Sarà un viaggio lungo. Accendo la 998, apro il portellone del garage e apro tutto.

Sibilano colpi di pistola, i tuoni dei percussori devastano il silenzio dell’isolato. In tasca ho mezzo apchhetto di Chesterfield, un accendino, un cucchiaio. 170Euro nel portafoglio. Il serbatoio è a tre quarti. Dentro di me la consapevolezza di aver ucciso mio padre e mia madre, per mano degli stessi che vogliono uccidere anche me. Mi avevano avvisato. Tutto il resto è nulla, mi avevano avvisato.

Ma anche io, come tutti, ho bisogno di soffrire, per capire cosa c’è oltre al tutto…

E’ una giornata gelida di Novembre. E’ venerdì. Il sole è bianchissimo, sottile e l’aria odora di neve. Avrei voglia di un pompino, dell’odore caldo di una ragazza appena 18enne. Di una scopata.

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2 risposte a “Me compreso #5 [Un viaggio altilenante tra il sado e le canottiere di cotone]

  1. Sempre bravissimo 🙂

    Buon anno Flyover!! Che il 2008 ti porti tanti sogni nuovi e tante belle cose 🙂

  2. E sempre più grato di averti come lettrice;) vengo a farti gli auguri dalla tua parte!

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