Senza più matite, amore.

Amore mio,
scrivo si sui muri di mattoni,
i miei scritti a terra di terra
magari non li vedi,
ma ci sono,
li vedi lì sotto i sassi? No?

Tra l’erba che non fumi
ci scrivo piano, e tra il vino che non bevi,
scrivo strano.
E camminando scrivo negli anelli di cielo
tra le nubi, dei tuoi mali
e dei miei e dell’alcolizzato,
lì sulla panchina. No. Non rileggo mai.

E incido le parole con lo sguardo,
sul guado del fiume,
qua sotto il ponte non vedi? no?
e qui, sul pezzo sopra
del tuo costume? Ho scritto “mano”.
Ho scritto strano, ho scritto invano.

e l’acqua scorre
e il vino scorre
e il fumo scappa,
e la terra passa,
il tuo costume? Toglilo e lasciati guardare.

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