Ciglia

Ed è come se volessi scivolare
in quella notte. Quella notte.
Sobria si,
seria e un po’ storta
tra i piloni del ponte sul Po.
C’erano parole di metallo
che tagliano e di spranga
colpiscono, con la punta bucano
la nostra anima di cartone.
Che non sanguina
nè si rimargina
fa male quando vedi il buco.
Cazzo se fa male.
Lo strappo ti ricorda che sei vivo,
ti ricordi i tagli sottili
sulla pelle candida?

Buca, strappa e lacera
ma ti prego.
Smettila di piangere
mangiandoti le unghie
lisciandoti i capelli.
Mi si spettinano le ciglia
storte lì
sull’angolo in cui si ride
e si lacrima se sei sul fianco
a guardare altrove.
Spegnendo per un attimo il cervello
lo spengo sì il mio cervello,
e guardo un porno
storto
e sul fianco, piango.

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Una risposta a “Ciglia

  1. E’ acqua fredda nei polmoni.
    Sono milioni di spilli sui palmi delle mani.
    E’ muoversi in punta di piedi
    in un territorio minato di parole proibite.
    E’ arrabbiarsi, piangere, insultare
    ma in questa notte storta
    rimango in un finto silenzio
    a guardare un soffitto troppo vicino.
    Non si possono pettinare le tue ciglia storte.

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