Two Kings – I Split #2

King – 1

Mi dirigo verso il bagno di un centro commerciale. Entro senza farmi notare dalla guardia. Potrebbe farmi delle storie per lo zaino. Per i vestiti. Per la barba. Per i capelli. Per la diversità che rappresento. Entro e chiudo la porta. Apro lo zaino e mi spoglio. Sono dimagrito di 10 kili. Lo specchio riflette un’immagine di me che non riconosco, che non voglio vedere. Prendo il mio contenitore di sapone vuoto preso dal cestino di un altro bagno, giorni fa. Lo riempio fino a metà dal dispenser. Il sapone rosa cola lento, aumento il flusso girando la rotella regolata sul minimo. Devono risparmiare su tutto. Mi sciacquo completamente, mi lavo i capelli. Mi sfilo le mutande e sciacquo tutto per bene. Il più velocemente possibile, non ho voglia di guardarmi. Prendo lo spazzolino che sono riuscito a comprarmi con un po’ di elemosina. Il dentifricio l’ho rubato. Sto usando lo stesso da un mese e non sono neanche a metà. Un velo sottile sulle setole piegate in ogni direzione. Strofino con forza la melma degradata che mi è rimasta sulla lingua. Dovrei smettere di fumare e di bere.

Ho la nausea. vado in bagno coi conati, dovrei poi rilavarmi i denti. Trattengo e mi siedo. Un piscio denso cola lentamente nello scarico. Mentre il giallo contamina l’acqua chiara del cesso,  mi sembra di perdere il 90% della mia anima. Non mi rimane più nulla.

Uscendo la guardia mi urla qualcosa, vuole controllarmi lo zaino. Ho preso solo due rotoli di carta igienica, del sapone. Ho riempito una bottiglia d’acqua. Non ci faccio caso, passo attraverso le porte automatiche. Il vento gelido mi colpisce le gote, si intrappola nella barba umida. Nei capelli bagnati sotto il cappello di lana. Il sole si sta alzando in fretta. E’ la primavera e forse verranno giorni migliori.

King – 2

Entro a testa alta nella hall dove il mio studio a sede. La guardia giurata china il capo.

– Buongiorno signor N. Oggi si preannuncia una giornata meravigliosa! Dice piano, sorridendo.

Accenno un piccolo sorriso e tiro dritto verso gli ascensori. La differenza di reddito e di status lo rende servile, la diversità che ci separa è agghiacciante. Ma nè io nè lui abbiamo la possibilità di colmarla. Non in questo mondo, non con queste regole. Sono il primo ad entrare nell’edificio, i miei passi echeggiano forti. Il tacco di legno, il marmo sotto. Le porte dell’ascensore si aprono troppo lentamente, facendo filtrare piano la luce fredda, la musica insopportabile. Entro e premo il tasto del piano.

Mi guardo allo specchio sul fondo, perfettamente pulito. Un uomo sulla trentina mi guarda severo dall’altra parte. I capelli in ordine come i miei, un nodo doppio perfetto come il mio. La stessa cravatta, lo stesso completo Armani su misura. Le stesse Churchill  lucidate ai piedi. Ma non sono io. Guardo attraverso quegli occhi spenti, un’altra menzogna. Altre pillole rimandate. Sistemo i polsini della camicia, in modo tale che i gemelli spuntino appena fuori dalla giacca.

Entro in ufficio e la mia segretaria mi ricorda dell’appuntamento delle 9.30. Sara mi saluta con un cenno della mano. E’ arrivata prima di me. Ore 8.45, 30 minuti per rivedere il caso. Due ore da passare a sentirmi ripetere informazione che già conosco, 6 mesi per applicare un progetto sul budget che porterà al licenziamento del 20% della forza lavoro. La mia firma per dare via al piano di ridimensionamento. Ponzio Pilato non aveva nessuna lancia. Ma siamo noi che ci sporchiamo le mani. Solo noi.

Il mio studio è fresco e pulito. Climatizzato. Il sole fuori dalla finestra si sta alzando. La luna fa capolino dietro i tetti. Sbiadita e triste. Sembra che ci sia vento. Sta arrivando la primavera, senza alcuna differenza. Climatizzato.

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Una risposta a “Two Kings – I Split #2

  1. belli entrambi, si scorrono ma verso il fondo, non lasci mai un barlume di speranza sembra…
    commento tecnico: secondo me inizi i paragrafi in modo troppo uguale (con partici passati), capisco sia lo stile ma lo rende un po’ ripetitivo 🙂

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